#316: "Stigma"
Come da titolo.
No dai, non basta. Stamattina mi sono deciso ad entrare nella principale chiesa della zona, San Vasilio (Ιερός Ναός Αγίου Βασιλείου Πειραιώς), e a dedicargli una prima visita. Passati i primi scalini, ancora prima di entrare, ai due lati due grandi affreschi in "stile ortodosso" ma in cui vengono rappresentati in totale sei filosofi greci antichi, ognuno reggente un papiro con su scritto qualcosa. Spoiler: è da qui che prende nome il titolo del post ed è il soggetto della foto. Si entra, via. E subito sul pavimento mi sorprende l'immagine di un cervo, che scende qualche scalino e si approccia come a mangiare qualcosa dal terreno: e fù così che scoprii che il cervo è uno degli animali correlati a Gesù, per via di un salmo, e per via delle sue corna che "rinascono" ogni anno. Il tema della resurrezione è molto sentita dagli ortodossi, quantomeno quelli greci, tanto che si potrebbe affermare che la Pasqua sia festeggiata più del Natale. Su questo argomento si potrebbe aprire un bel dibattito ma passerei ad un altroanimale correlato alla resurrezione: la fenice, che subito si trova intarsiata in un tavolo di legno posto alla sinistra dell'ingresso. Due esemplari mi hanno particolarmente colpito perché sembrano nutrirsi da un vaso da cui spunta un albero... che albero? Quello della conoscenza? Il dubbio mi permane e permarrà per molto tempo... ma si va avanti. La chiesa è grande, ha molti dipinti, è alta, ha un matroneo molto vistoso... soffermarsi su ogni rappresentazione necessita del suo tempo. Per il momento mi limito alle due sculture di colombe che ho notato: una a lato in un contesto che mi è sembrato neutro, l'altra invece appare sul pulpito in una posizione tale da apparire giusto sotto il busto del prete e diretta verso la platea: come a ricordare che il senso della predica sia un messaggio di pace. Nel continuare la visita ho cercato di esercitarmi nella lettura delle scritte dei dipinti, non tanto per cercare di tradurre quanto per cercare di capire le singole parole. Le legature. Non basta che il sigma sia scritto come una c, molto spesso per risparmiare spazio legano più lettere tra loro. Nella foto del dipinto all'ingresso ho scelto la rappresentazione di Aristotele perché mi sembra un buon esempio a partire dal suo nome: quello che pensavo essere un refuso, la mancanza della lettera t, invece... era "compreso" nella lettera precedente: quella che mi sembrava un "c" (ovvero "s") rappresentata male era invece uno "stigma" ovvero una legatura per "s" e "t". E questa sarebbe stata anche semplice, questa fusione, per quanto mi abbia preso di sorpresa, si può considerare uno "standard". Come il dittongo "ou" che viene trascritto con un cerchi e due linee verticali che si allontanano, Poi si trova anche una alfa in inizio di parola che si nasconde dietro una N... Altre? Sicuramente in giro per la chiesa sì, sarà una bella caccia al tesoro!




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